Chi sono

Utente: teasaponi
Nome: tea saponi
puoi darmi la forma che vuoi colarmi addosso i colori dei tuoi dubbi mettermi su una mensola e scordarmi farmi coprire dalla polvere ma non puoi afferrarmi, non puoi fermarmi non puoi contenermi io mi espando Argilla divento lucida, sfuggente e adattabile camaleonte di questa vita che chiede terra per nascere acqua per trasformarsi fuoco e aria per fissarsi in una forma che già l’istante dopo non è più me Aloha, share the love

L'amore dovrebbe essere come respirare. Dovrebbe essere una qualità in te, chiunque tu sia, con chiunque tu sia, ed anche quando sei solo, l'amore continua a straripare da te - Osho

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visited *loading* times


MusicPlaylist
Music Playlist at MixPod.com

Tutto ciò che in questo blog è scritto in viola
o per cui non sono citati autore e fonte
è coperto dai diritti d'autore Creative Commons

Creative Commons License

Questo blog dice NO ai commenti anonimi


Partecipano

lunedì, novembre 23, 2009

La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per

essere calpestata, né dalla testa per essere superiore.

Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta,

e accanto al cuore per essere amata"

William Shakespeare

 
postato da: teasaponi alle ore 22:19 | link | commenti
categorie: shakespeare, parole per pensare
giovedì, novembre 19, 2009

“Secondo un detto buddista, quando l’allievo è pronto il maestro arriva”, scrive Clarissa Pinkola Estés nel libro Donne che corrono coi lupi. Ma questa magia non si realizza facilmente. “Il maestro arriva quando è pronta l’anima dell’allievo, non il suo ego. Il maestro arriva quando l’anima chiama. Per fortuna, perché l’ego non è mai pronto del tutto”.
(Rob Brezsny)
postato da: teasaponi alle ore 19:37 | link | commenti (1)
categorie: brezsny, parole per pensare

La Luna di Novembre

La luna di Novembre corrisponde ad un “tempo di sogno e di riposo”. Il ciclo agricolo è ormai terminato e la terra dà pochi ultimi frutti mentre il buio avanza sovrano proteggendo il riposo della Dea Terra, che giace accanto al Dio Sole, in un’unione più spirituale che fisica. Con Samhain, o capodanno celtico, ha inizio un nuovo giro nella ruota dell’anno. E’ questo il periodo più misterioso e magico di tutto l’anno, e in particolare dalla notte del 31 Ottobre/1 Novembre per circa dieci giorni, il velo sottile che ci separa dall’altra dimensione si fa ancor più impalpabile.
Anche per noi questo è un tempo particolarmente adatto per riflettere, contemplare, guardarsi dentro e trasformare ciò che ha bisogno di essere trasformato. Come la natura si spoglia, s'arresta e si addormenta, altrettanto noi possiamo utilizzare questo riposo rigeneratore per prepararci ad affrontare un nuovo ciclo. Non a caso siamo nel segno dello Scorpione, il cui governatore è Plutone,
dio dell’oscurità e sposo Persefone, la Dea dei due mondi.
Scorpione è il segno della trasformazione, della crisi che precede la rigenerazione, che poi incontreremo in Sagittario. In questo segno l’uomo affronta il difficile compito di superare la paura della perdita, anche la più estrema, fino a comprenderne i doni.
La leggenda di Inanna, mito dello scorpione, narra infatti di un viaggio nel regno degli inferi, per incontrare la propria parte oscura, o rimossa, la sorella Ereshkigal. Un viaggio doloroso, al ritorno del quale Inanna incontra tanti doni quanti i gioielli che ha lasciato lungo la discesa, per accorgersi una volta in superficie che il valore di questi doni è di gran lunga superiore a quanto ha perso.
Come Inanna, permettiamoci anche noi un viaggio nell’interiorità, per rivedere l'anno che è passato riconoscendo quei lati del nostro Io che è bene lasciar ‘morire’, dando così spazio a nuove possibilità.

(citato da www.ilcerchiodellaluna.it)

La leggenda di Inanna non la conoscevo...ed è incredibile vedere quanto sia simile il mio percorso... e poi lo Scorpione che cerca la rigenerazione e la trova nel Sagittario: M. è Sagittario!!! direi che è un'altra 'coincidenza' astrologica interessante!!!
 
postato da: teasaponi alle ore 12:25 | link | commenti (3)
categorie: astrologia, parole per pensare
lunedì, novembre 16, 2009

Davanti a 35 candeline...

Ho compiuto 35 anni… 7 lustri… non so perché gli anni multipli di 5 mi facciano più effetto degli altri, oppure è solo perché sento che la mia vita è arrivata ad una specie di boa, o meglio è come se ci fosse un traguardo che è allo stesso tempo un nuovo inizio… ho scritto spesso di come sono morta e rinata, adesso sto crescendo, sto scoprendo che non posso evitare di affrontare certe difficoltà nascondendomi dietro la frase ‘io sono fatta così’… vivere una vita che non si desidera è sbagliato, ma scendere a compromessi, adattarsi e confrontarsi in ambiti che si sono sempre evitati per la paura di fallire, beh…è tutt’altra cosa!!!
E quindi mi ritrovo a guardare indietro, a chiedermi cosa ho fatto, cosa non ho fatto, come ho vissuto, quanto ho amato…

Non sono mai stata in campeggio…nel senso che non ho mai dormito in tenda, ma da piccola andavo in vacanza in montagna e ho dormito in una capanna di legno, fatto plin plin e anche altro in mezzo ai boschi nascosta dietro un cespuglio di felci, bevuto il latte appena munto…da grande poi ho viaggiato dall‘alba a notte inoltrata nella savana africana, ho fissato negli occhi un leone, sono scappata davanti ad un lucertolone enorme, fatto le scene per un geco sul muro… ho visto l’alba sul Grand Canyon e sentito il vento fischiare forte nelle orecchie come se fosse la voce di quella cicatrice sulla faccia della terra…ho fatto il bagno di notte su una spiaggia spagnola e i vestiti mi si sono asciugati addosso mentre ballavo in discoteca…ho vomitato tutta la notte nel bagno di una ‘casa particular’ a l’Havana per colpa di una congestione.

Sono cresciuta in una polverosa strada del Sud, chiedevo in prestito la bici da cross (e poi il motorino) ai miei cugini e puntualmente tornavo con le ginocchia sbucciate…ho fatto a botte tante volte con altre ragazze, l’ultima volta avevo 16 anni ed è stato con un ragazzo che era grosso il doppio di me…sono stata trapiantata nella lombardia di Bossi alla fine degli anni 80: sentirsi dare della terrona era all’ordine del giorno, ma avevo 13 anni e faceva male (ancora di più se a farlo era la tua professoressa d’italiano!)…spesso venivo presa in giro perché non portavo jeans e felpe firmate, ma io ero orgogliosa di indossare i maglioni che mi faceva mia nonna, quella nonna da cui ero lontana e il cui abbraccio mi arrivava attraverso quei vestiti… non lo capivo il mondo dei miei coetanei, mi sono rifugiata in un mondo fatto di libri, di storie, di parole…

Ho passato un’adolescenza un po’ difficile, dovendo affrontare problemi più grandi di me…il giudizio altrui, non solo per quello che sei tu, ma per quello che è la tua famiglia, o per quello che gli altri ci vogliono vedere…la prima della classe ha incontrato grossi ostacoli, ma alla fine sono tornata ad essere la secchiona che i miei compagni di liceo ricordano e quel 60/60 su quella bacheca è stata una soddisfazione enorme.
E poi è arrivata l’università, la danza…ho fatto l’alba per non so quante notti, per poi alzarmi e andare a lezione…ho passato anni tra le aule dell’università, le sale della scuola di danza e i locali dove ballare, flirtare, bere un mojito e fumare una sigaretta per dimostrarmi ‘adulta’(x fortuna è durata solo un paio di settimane!!!)…ho preso la prima sbronza in una festa in un college scozzese…ho ballato la lambada con uno scozzese in kilt e YMCA con uno spagnolo ubriaco…ho vinto una gara di merengue agitando le gonne sopra al mio ragazzo dell’epoca, sdraiato per terra…ho pianto nei bagni di ogni discoteca frequentata… guardato le stelle cadenti a san lorenzo sul terrazzo di uno di quei locali.

Ho fatto l’amore per la prima volta ‘da grande’, a 23 anni…con l’uomo sbagliato a posteriori, ma giusto in quel momento… e qui si apre un capitolo grande: l’amore…perché se di una cosa sono sicura e orgogliosa è che ho amato, sempre e comunque, tanto, troppo forse…ma forse non esiste il troppo in amore…ho amato sempre uomini irraggiungibili, in un modo o nell’altro, che non potevo avere o ho avuto per poco tempo… quelli che invece mi amavano non li volevo…ho incontrato quello che credevo fosse il Grande Amore, mandatomi dalle stelle alla fine del millennio: ho amato lui più di quanto amassi me stessa, fino all’annullamento, fino alla depressione che mi ha portata a piangere ogni sera per un anno intero, fino alla ‘morte’ di quella che ero…da lì sono rinata, da sola, nella mia casa…quella casa desiderata così tanto e così tanto accuratamente progettata e realizzata: il mio nido, il mio rifugio, la proiezione della mia anima verso l’esterno, il mio mondo a cui non tutti hanno accesso.

Ho incontrato una donna meravigliosa che mi ha aiutato a guardarmi dentro, ad affrontare i miei demoni…ho incontrato un uomo altrettanto meraviglioso che ha guarito il mio corpo e la mia anima con i massaggi ayurvedici…ho incontrato uno sciamano andino che ha visto le mie vite passate e future: la mia mente si rifiuta di credere a queste cose, ma in quel momento la mia pancia gli ha creduto in tutto e per tutto…sono stata da sola con me stessa per mesi: ho imparato a conoscermi, a toccare il mio corpo riconoscendolo e sentendolo, a nutrire la mia anima riconoscendone le necessità.
E su questo percorso ho incontrato di nuovo l’Amore, quello che mi ha riempito il cuore di gioia e nonostante le difficoltà e il dolore mi ha aiutata a trovare la mia strada…ho imparato ad ascoltare il mio corpo, a vivere la mia sessualità in maniera libera e serena, ma soprattutto ho scoperto che se la fame del corpo può essere saziata quella dell’anima è molto difficile da soddisfare…ho preso tanti treni, macinati tanti chilometri, sperando che la mia concezione del sesso fosse capita, condivisa...ma ho capito che non era quello che cercavo, non era quello che volevo...nè tantomeno ero capita.

Probabilmente ho fatto il mio percorso, ho scoperto tante cose di me, alcune mi hanno stupita, in altre ho ritrovato parole che mi erano state dette e di cui non avevo capito il significato…ed è arrivato il momento di incontrare un uomo che non ha paura di amarmi, di dimostrarmelo, di dirmelo…un uomo che io non ho paura di amare…un uomo che mi ’costringe’ ad una relazione vera, quella che ho sempre desiderato e che però forse rifuggivo… stavolta è l’Amore che ti fa crescere, quello che ti fa capire chi sei, cosa vuoi, non quell’amore che ti annulla e ti distrugge, né quello che ti inganna.

Tante altre cose hanno segnato la mia vita…in tutto questo ho sempre cercato di essere una buona amica, ma forse ho fallito…ho cercato di essere la figlia perfetta, e in questo ho decisamente fallito…non farò l’errore di cercare di essere la fidanzata perfetta, né di pretendere la perfezione dall‘altro… non faccio il mio lavoro con entusiasmo e non ho ancora trovato il coraggio per investire più energie in quello che vorrei fare.
Insomma, a 35 anni sono un ‘work in progress’… ma questa cosa mi piace, perché significa che sono viva.

Non so se ho fatto tanto o poco, c’è chi dirà che non mi sono costruita una famiglia, che non ho nemmeno costruito una carriera, ma mi guardo intorno e vedo la mia casa, questa casa pensata per me e che adesso si sta modificando per essere un nido per due: e se questa casa è lo specchio della mia anima significa che finalmente sto facendo spazio per qualcun altro, qualcuno che desidera farne parte così come lo desidero io. Crescere non è facile, smussare gli spigoli, trovare i compromessi...ma è un processo che non si può arrestare e che passo dopo passo ti rende migliore. Sono orgogliosa di quello che sono e della strada che sto percorrendo.
Nessun rimpianto, nessun rimorso.

Aloha, Share the Love


postato da: teasaponi alle ore 22:33 | link | commenti (9)
categorie: frammenti di vita
giovedì, novembre 12, 2009

Un cuore sul soffitto

(...)Nel mio giro conosco più casi di legamefobia tra le ragazze che tra i ragazzi. Per ogni donna single che nega categoricamente di volersi sposare e afferma di essere felice come una pasqua, conosco cinque uomini che si lamentano della solitudine. In fin dei conti, la maggior parte delle donne della mia generazione è stata allevata da una madre che non lavorava fuori, e in molti casi questa situazione non era dovuta ad una scelta volontaria della progenitrice, bensì all'imposizione di un padre che non l'aveva lasciata studiare o di un marito che riteneva disonorevole che la sua (sottolineo il possessivo) signora lavorasse. Molte di noi hanno sentito la propria madre lamentarsi dell'errore commesso e affermare che il matrimonio e la maternità l'avevano annullata, l'avevano privata dello spazio - letterale o figurato - per se stessa (...) per cui tendevano, più o meno consapevolmente, a incolpare il marito o il padre di tutti i loro problemi e a presentarci un ritratto dell'uomo come un essere insensibile, convinto che la donna fosse poco più di una schiava. Stando così le cose, come stupirsi nel constatare che nell'elite di donne lavoratrici e indipendenti tante concepiscano il matrimonio come un carcere, una prigione o una tortua, e che in questo micromondo la percentuale di single, divorziate o ragazze madri aumenti in modo esponenziale?
(...) perchè i fidanzati arrivano, gli amanti giocano a nascondino e bussano alla porta (...) ci sono tanti di quegli uomini là fuori che basterebbe allungare la mano per prendersene uno, perchè ce ne è sempre uno là fuori, tu lo sai come lo so io e non puoi negarlo, ma non hai il coraggio di aprirgli la porta, ed è più semplice dare a loro la colpa dei nostri fallimenti che ammettere che non vogliamo che restino.
Insomma, quella della legamefobica non è una vita dure e non richiede particolare spirito di adattamento, i partner si susseguono in una ragionevole monogamia consecutiva. Dopo un pò dice che comincia a sentirsi oppressa, che l'amante non la capisce, o che quello che sta vivendo, benché sia un sentimento dolce e piacevole, non è neanche lontanamente quel Vero Amore a cui in effetti aspira. Paradossalmente, l'ossessione moderna per il Grande Amore, L'Unico, l'Insostiutibile, è una scusa perfetta per respingere l'amore quando si presenta, in modo che la legamefobica si senta moralmente avvallata dalla società in cui vive. Non è che rifiuti l'amore, dice a se stessa, è solo che l'amore non ha ancora bussato alla sua porta. (...)
L'equilibrio è dinamico, mi dico, e di conseguenza non esiste lo Stato Perfetto. Ma come negare che tre giorni dopo aver riconquistato Gabriel già volevo salire sull'aereo e dimenticare l'accaduto, confermando i suoi peggiori timori (...) e lo so che tu mi capisci, lo so che mi capisci perchè sono anni ormai che ti vedo dare la caccia a uomini sposati, soffrire per gay irragiungibili o sospiarare per traditori cronici, ecco perchè so che mi capisci(...)

(Una storia d'amore come tante, Lucia Etxebarria - 2003)
postato da: teasaponi alle ore 14:27 | link | commenti (3)
categorie: donne, al femminile, parole per pensare, etxebarria
mercoledì, novembre 11, 2009


domenica 22 novembre

Stage di Teatroterapia
tenuto da Stefania Grossi

presso Idea Danza
via San Giovannino 4/a, Pavia
iscrizione 0382.461164
info 328.9698659






postato da: teasaponi alle ore 20:58 | link | commenti
categorie: stage
lunedì, novembre 09, 2009

L'arte di amare §1

(...) La donna può liberarsi solo da sè, con la sua testa,
e le sue mani, imparando a conoscere la sua diversità,
i suoi sonni storici, le sue vere voglie, i suoi autoinganni.
Ma da sè, solo da sè, con pena e guerra
Tu donna bella che hai sapore di fiordaliso.
hai la pelle vanagloriosa di uccello esotico,
e le labbra di pietra lunare, e gli occhi di
roccia incolore, i capelli di perle filate, i denti
zuccherini, la lingua marmorizzata, le ciglia
aguzze e fini come piume, tu che rigiri i tuoi
fianchi ambrati sotto la stoffa ruvida e leggera,
hai imparato molto bene le leggi del mercato:
io vendo il mio corpo, tu vendi il tuo potere,
io vendo la mia dignità di farfalla alata,
tu vendi il tuo avere, il tuo sapere.
Pensi di essere normale perchè il mondo
cammina così e tu ci sei dentro fino al collo
e non hai scelta nè destino all’infuori
del tuo corpo bello e levigato e ottuso.
Per te le donne sono tutte nemiche e
le disprezzi con noia e calore. Ed è naturale
perchè essendo una merce in vendita, hai paura
della concorrenza. Non ti sei accorta
che l’anima ti si è incollata ai polmoni,
per il troppo vendere e patire, gli occhi sono
diventati due ghiaccioli. La pelle ti è
diventata tesa e cattiva. Vendere il tuo corpo
che cos’è? niente, tu pensi. E invece è tutto.
Perchè non esiste un’anima e un corpo
nemici fra loro e imparentati malamente,
ma una solo tenerezza e un solo orgoglio di re
che hai schiacciato te. Tanto, ti hanno insegnato,
il corpo della donna non vale una cicca spenta,
che lo vendi o lo regali fa lo stesso.
Ma quella che subisci è una commedia, la commedia
dell’inganno. Tu inganni te stessa pensando
di farti oggetto e ti metti in vendita con
un cartello al collo, soavemente, con fiocchi
e ghirlande e collane d’ambra, in una parodia
d’amore che ti fa iridescente e stregata.
Lui ti inganna pensando di usarti come userebbe
un’automobile, per prendere il fresco, godere
della velocità, farsi vedere in giro, vantarsi.
ti usa e poi ti disprezza per l’uso che fai di te.
E tu accetti questo disprezzo con candida serietà.
Tu stessa pensi di essere disprezzabile,
perchè credi nella purezza borghese ipocrita
languidamente, con sogni accesi di rabbia
che ti corrugano la fronte di iena addolorata.
Tu credi di essere debole, perduta, peccatrice,
ti condanni e cerchi di salvare solo qualche
pezzettino di perbenismo dietro la facciata
di un salottino Impero, di un bel vestito fresco,
di una borsetta bianca, di una lunga macchina sportiva.
Diventi più feroce di un leopardo nel difendere
gli interessi costituiti, la famiglia, l’onore,
l’amore romanzesco, la maternità, le trine
spiegazzate del tuo petto di ragazza bella.
Diventi la sfinge portinaia della casa
della tradizione, abbracci gli uomini con odio,
e freddo calore, ma dai la colpa solo a te,
al casa, a Dio. Non ti viene nemmeno in mente,
nella tua aderenza al tuo destino fisiologico,
che sei l’agnello dolce e piagato di un lupo
rapace che ti porta via la carne a pezzi,
con umile pertinacia, e incolla la bocca sul tuo collo
sottile e bianco come per baciarti,
ma quando è pieno e gonfio del tuo sangue,
si volta verso di te e ti guarda con commiserazione
e se gli va, ti sputa in faccia il suo disprezzo.
Se tu solo capissi le tue ragioni e il sopruso
orrendo, vizioso e perfido che ti fanno tutti i giorni,
dentro un letto improvvisato, nell’odore
mielato del seme e del sudore che scivolano dal corpo
del tuo compratore impudicamente, e ti lasciano
pesta e lorda ed estranea a te stessa, per un pò
di soldi agognati. Se tu capissi questo forse continueresti
a venderti, ma ti organizzeresti, metteresti su
un diritto, una coscienza politica, un nuovo ardore.
La donna può liberarsi solo da sè, con la sua testa,
e le sue mani, imparando a conoscere la sua diversità,
i suoi sonni storici, le sue vere voglie, i suoi autoinganni.
Ma da sè, solo da sè, con pena e guerra
Tu donna bella che hai sapore di fiordaliso.
hai la pelle vanagloriosa di uccello esotico,
e le labbra di pietra lunare, e gli occhi di
roccia incolore, i capelli di perle filate, i denti
zuccherini, la lingua marmorizzata, le ciglia
aguzze e fini come piume, tu che rigiri i tuoi
fianchi ambrati sotto la stoffa ruvida e leggera,
hai imparato molto bene le leggi del mercato:
io vendo il mio corpo, tu vendi il tuo potere,
io vendo la mia dignità di farfalla alata,
tu vendi il tuo avere, il tuo sapere.
Pensi di essere normale perchè il mondo
cammina così e tu ci sei dentro fino al collo
e non hai scelta nè destino all’infuori
del tuo corpo bello e levigato e ottuso.
Per te le donne sono tutte nemiche e
le disprezzi con noia e calore. Ed è naturale
perchè essendo una merce in vendita, hai paura
della concorrenza. Non ti sei accorta
che l’anima ti si è incollata ai polmoni,
per il troppo vendere e patire, gli occhi sono
diventati due ghiaccioli. La pelle ti è
diventata tesa e cattiva. Vendere il tuo corpo
che cos’è? niente, tu pensi. E invece è tutto.
Perchè non esiste un’anima e un corpo
nemici fra loro e imparentati malamente,
ma una solo tenerezza e un solo orgoglio di re
che hai schiacciato te. Tanto, ti hanno insegnato,
il corpo della donna non vale una cicca spenta,
che lo vendi o lo regali fa lo stesso.
Ma quella che subisci è una commedia, la commedia
dell’inganno. Tu inganni te stessa pensando
di farti oggetto e ti metti in vendita con
un cartello al collo, soavemente, con fiocchi
e ghirlande e collane d’ambra, in una parodia
d’amore che ti fa iridescente e stregata.
Lui ti inganna pensando di usarti come userebbe
un’automobile, per prendere il fresco, godere
della velocità, farsi vedere in giro, vantarsi.
ti usa e poi ti disprezza per l’uso che fai di te.
E tu accetti questo disprezzo con candida serietà.
Tu stessa pensi di essere disprezzabile,
perchè credi nella purezza borghese ipocrita
languidamente, con sogni accesi di rabbia
che ti corrugano la fronte di iena addolorata.
Tu credi di essere debole, perduta, peccatrice,
ti condanni e cerchi di salvare solo qualche
pezzettino di perbenismo dietro la facciata
di un salottino Impero, di un bel vestito fresco,
di una borsetta bianca, di una lunga macchina sportiva.
Diventi più feroce di un leopardo nel difendere
gli interessi costituiti, la famiglia, l’onore,
l’amore romanzesco, la maternità, le trine
spiegazzate del tuo petto di ragazza bella.
Diventi la sfinge portinaia della casa
della tradizione, abbracci gli uomini con odio,
e freddo calore, ma dai la colpa solo a te,
al casa, a Dio. Non ti viene nemmeno in mente,
nella tua aderenza al tuo destino fisiologico,
che sei l’agnello dolce e piagato di un lupo
rapace che ti porta via la carne a pezzi,
con umile pertinacia, e incolla la bocca sul tuo collo
sottile e bianco come per baciarti,
ma quando è pieno e gonfio del tuo sangue,
si volta verso di te e ti guarda con commiserazione
e se gli va, ti sputa in faccia il suo disprezzo.
Se tu solo capissi le tue ragioni e il sopruso
orrendo, vizioso e perfido che ti fanno tutti i giorni,
dentro un letto improvvisato, nell’odore
mielato del seme e del sudore che scivolano dal corpo
del tuo compratore impudicamente, e ti lasciano
pesta e lorda ed estranea a te stessa, per un pò
di soldi agognati. Se tu capissi questo forse continueresti
a venderti, ma ti organizzeresti, metteresti su
un diritto, una coscienza politica, un nuovo ardore. (...)


(Donne mie, Dacia Maraini - 1974)

 
postato da: teasaponi alle ore 16:18 | link | commenti
categorie: donne, al femminile, dacia maraini, parole per pensare
giovedì, novembre 05, 2009

La principessa triste

C’era una volta una principessa, anzi no: era un’imperatrice!!! La più bella imperatrice che si sia mai vista…
Il giorno del suo matrimonio indossava un vestito tempestato da settemila brillanti, creato apposta per lei da un famosissimo stilista: era giovane, splendente, il suo sposo era rapito dalla sua folgorante bellezza e tutto il paese festeggiò la nuova imperatrice che avrebbe messo al mondo il nuovo erede!!!
Ho detto tutto il paese? Mmmm… credo di essere stata troppo ottimista: ogni principessa che si rispetti ha dei nemici a corte, e per lei il nemico erano i capi religiosi, che poi in realtà ce l’avevano col marito, ma certo non potevano mettersi contro il capo assoluto del paese!!!
Così decidono di aggirare l’ostacolo e se la prendono con la giovane imperatrice criticandone l’educazione: troppo all’avanguardia e poco rispettosa delle tradizioni del paese…senza considerare che prima del matrimonio aveva tentato la carriera di attrice!!! E poi le ricordano continuamente una delle tradizioni più antiche e crudeli del paese: la bella imperatrice ha cinque anni per dare alla luce l’erede… e l’erede deve essere maschio, naturalmente!!!
In realtà, l’imperatore aveva già una moglie, da cui aveva avuto una bambina… ma niente maschietti, e così lui aveva ripudiato la prima moglie.
La nostra giovane e bella imperatrice, quindi, non ha certo una vita facile con questa spada di damocle che le pende sulla testa…
Passano gli anni e purtroppo l’erede non arriva, con grande dolore dell’imperatore che non vuole separarsi dall’amata moglie.
Cominciano a viaggiare per il mondo: dietro le motivazioni ufficiali di questi viaggi, si nascondono consulti con i più grandi specialisti in fertilità… ma nessuno riesce a risolvere il problema della principessa triste, come si comincia a chiamarla.
I cinque anni volano via in un attimo, l’imperatore chiede una proroga nel tentativo di salvare il proprio amore… l’imperatrice prova un ultimo consulto, ma non c’è niente da fare.
Chiusa nella camera di un albergo chiama al telefono il marito e dopo avergli negato ogni speranza, lo saluta con tre parole strazianti: “adieu, mon amour”…
E’ la fine di un grande amore, l’imperatore non riesce ad opporsi alle leggi del proprio paese, e col cuore a pezzi annuncia al mondo di aver ripudiato la moglie perché non in grado di dare un erede maschio al paese.
La nostra principessa triste non sorriderà più, nemmeno quando troverà un nuovo amore, nemmeno quando realizzerà il suo sogno di recitare. Diventerà una diva del jet set, ma morirà a soli 69 anni: sola e triste.


Questa è la storia vera di una principessa moderna, la principessa Soraya di Persia… quanto lontani siamo da quel ‘e vissero tutti felici e contenti’ con cui si concludevano le favole che ci raccontavano quando eravamo piccole: Biancaneve, Cenerentola, Raperonzolo… chissà se anche loro vissero momenti difficili nei loro castelli, chissà se anche loro vennero ripudiate perché non potevano dare un erede al trono: perché nessuno racconta il ‘dopo’???
Le storie delle principesse vere, reali, non hanno mai un lieto fine: Soraya, Diana, Grace… nessuna ha vissuto ‘per sempre, felice e contenta’ col proprio principe…
E questo succede anche a tutte le donne ‘normali’: raramente c’è un principe azzurro con cui vivere ‘per sempre, felice e contenta’…
La felicità non è appannaggio di nessuno, nessuno nasce privilegiato da questo punto di vista, anche se ha privilegi sociali: le donne sono donne, indipendentemente che siano principesse o operaie…
I problemi delle donne nascono dal loro essere donne, non dalla posizione nella scala sociale: essere discriminate, maltrattate, rifiutate, denigrate, umiliate…non è questione di classe, ma di genere.
Non esistono differenze di classe, di nazionalità, di razza, di età: le donne sono donne, da sempre e ovunque… e sempre e ovunque hanno avuto gli stessi problemi: farsi rispettare, riuscire ad affermarsi nel lavoro senza rinunciare alla famiglia e viceversa, vedere i propri diritti riconosciuti, essere libere!!!



postato da: teasaponi alle ore 13:17 | link | commenti (14)
categorie: riflessioni, donne, frammenti di vita, storie, al femminile
mercoledì, novembre 04, 2009

Non mi pento di niente



Dalla donna che sono,
mi succede, a volte,
di osservare, nelle altre, la donna che potevo essere;
donne garbate, laboriose, buone mogli,
esempio di virtù,
come mia madre
avrebbe voluto.
Non so perchè
tutta la vita
ho trascorso a
ribellarmi a loro.
Odio le loro minacce
sul mio corpo
la colpa che le loro vite
impeccabili,
per strano maleficio
mi ispirano;
mi ribello contro le loro buone azioni,
contro i pianti di nascosto
del marito,
del pudore della sua nudità
sotto la stirata e inamidata biancheria intima.
Queste donne,
tuttavia, mi guardano
dal fondo dei loro specchi;
alzano un dito accusatore
e, a volte, cedo al loro sguardo di biasimo
e vorrei guadagnarmi il consenso universale,
essere "la brava bambina", essere la "donna decente",
la Gioconda irreprensibile,
prendere dieci in condotta
dal partito, dallo Stato,
dagli amici,
dalla famiglia, dai figli
e da tutti gli esseri
che popolano abbondantemente
questo mondo.
In questa contraddizione inevitabile tra quel che doveva essere
e quel che è,
ho combattuto numerose
battaglie mortali,
battaglie a morsi, loro contro di me
- loro contro di me che sono me stessa -
con la psiche
dolorante,
scarmigliata,
trasgredendo progetti ancestrali, lacero le donne che vivono in me
che, fin dall'infanzia, mi guardano torvo
perchè non riesco nello stampo perfetto dei loro sogni,
perchè oso essere quella folle, inattendibile, tenera e vulnerabile
che si innamora come una triste puttana
di cause giuste,
di uomini belli
e di parole giocose
Perchè, adulta, ho osato vivere l'infanzia proibita
e ho fatto l'amore sulle scrivanie nelle ore d'ufficio,
ho rotto vincoli inviolabili
e ho osato godere
del corpo sano e sinuoso
di cui i geni di tutti i miei avi mi hanno dotata.
Non incolpo nessuno. Anzi li ringrazio dei doni.
Non mi pento di niente, come disse Edith Piaf:
ma nei pozzi scuri in cui sprofondo al mattino,
appena apro gli occhi,
sento le lacrime che premono,
nonostante la felicità che ho finalmente conquistato,
rompendo cappe e strati di roccia terziaria e quaternaria,
vedo le altre donne che sono in me,
sedute nel vestibolo
che mi guardano con occhi dolenti e mi sento in colpa per la mia felicità.
Assurde brave bambine mi circondano e danzano musiche infantili
contro di me;
contro questa donna fatta, piena,
la donna dal seno sodo
e i fianchi larghi,
che, per mia madre e contro di lei, mi piace essere.

(Gioconda Belli)

postato da: teasaponi alle ore 21:42 | link | commenti (6)
categorie: donne, al femminile, gioconda belli, parole per pensare
venerdì, ottobre 30, 2009

Brezsny's day


SCORPIONE
"Dietro ogni volto se ne nascondono altri mille", dice il regista Bryan Singer. Naturalmente lui lavora con attori professionisti, specializzati nel far emergere da sotto la superficie una miriade di volti segreti. La sua affermazione, però, può essere valida per molti, soprattutto per voi Scorpioni, che siete particolarmente bravi a mascherare quello che succede sotto la vostra superficie. Per Halloween, vi consiglio di rompere con questa tradizione e mostrare cinque o sei personalità nascoste dietro la vostra faccia da poker. Travestimento consigliato: l'eroe dai mille volti di Joseph Campbell.

(da www.internazionale.it/oroscopo)

Brava a nascondere quello che succede sotto la superficie???
Non credo proprio... mi si legge in faccia appena c'è qualcosa che mi turba, non è però facile capire di cosa si tratta: forse xchè cerco sempre di mascherare le mie debolezze, un pò x abitudine un pò x non caricare gli altri dei miei problemi, e poi forse xchè, nonostante i miei cambiamenti, è sempre difficile avvicinarmi, la mia 'aggressività' è sempre l'aspetto che mi viene rinfacciato x primo (a torto o ragione non so, ma di solito viene tirato fuori quando fa più comodo), o forse è solo che la maggior parte delle gente non ha nè la voglia nè la capacità di leggermi dentro.
E' un pò un gatto che si morde la coda: più vedo intorno a me gente incapace di analizzarsi e di vivere a testa alta affrontando le difficoltà e più mi chiudo in me stessa, perchè di parlare del tempo, del GF e di shopping non ne ho voglia.
Ed è quello che forse adesso mi tocca fare.
Vedere un'amica che non riesce a uscire da una situazione di malessere profondo, ascoltare questo suo malessere, ormai come un disco inceppato, viverlo e vederglielo negli occhi quando usciamo insieme... vedere che non riesce a essere felice per la mia felicità, perchè teme che io non le dedichi più il tempo di prima, perchè io ero una delle poche persone che non le faceva sentire quella che ormai io ho battezzato 'la sindrome dell'invisibilità'...
E in effetti è vero, ho meno tempo da dedicarle, e non è solo per M. , è anche perchè in questo momento sento di non poterle essere più di nessun aiuto... anzi.
Inoltre, vivo un momento particolare, ma nessuno si pone il problema di chiedermi realmente come sto, cosa c'è che mi preoccupa. I cambiamenti spaventano tutti: anche me. Non sono wonder woman, sono solo una che dalla paura non si fa sopraffare ma la affronta: sono una combattente, sono una che non vuole farsi vivere ma vivere, essere protagoniosta e fattrice della mia vita, non spettatrice impotente.
Ma ho paura. Le mie batoste le ho prese, ne porto tutti i segni.. quindi la paura di rifarmi male ogni tanto fa capolino, ma dò fiducia a me e al mio compagno e scommetto su di noi.
E poi c'è il lavoro, la famiglia... la vita non è facile per nessuno: nemmeno per me! Udite, udite!!!
Ma in tutto questo non abbandono nessuno: mi preoccupo che trovi una soluzione e mi incazzo se la vedo girare a vuoto, ignorando i meccanismi che la spingono in certe situazioni, circondandosi di gente senza rendersi conto che finchè non starà bene con se stessa, non starà bene con nessuno.
E' un comportamento eccessivo? forse... mai detto di non essere eccessiva, anzi...
Non riesco a far finta di niente, non so essere amica diversamente da così: non permetto agli altri di far finta che tutto vada bene, non gli permetto di mettere la testa nella sabbia... li costringo a guardarsi allo specchio.
Ma non è giusto, me ne rendo conto. E a volte mi costringo a non farlo.
Però a quel punto non sono più io. Mi costringo ad essere diversa, superficiale, perchè se non posso essere sincera su certi argomenti devo evitarli. E a quel punto di solito mi sento dire: sei strana, non sei più tu.
Infatti.
Non sono una persona facile. Starmi vicino non è facile, perchè non faccio sconti a nessuno, me per prima. Quando lo dico la gente non ci crede. Sbagliano.
Non posso e non voglio essere diversa da quella che sono: credo di essere nel giusto, nel 'mio' giusto. Ho smussato gli angoli, sono diventata più paziente, più tollerante, ma non posso disconoscere la mia natura. Credo di fare il bene dei miei amici preoccupandomi che non vivano per finta e che affrontino i loro problemi, perchè ignorare certe situazioni finisce solo col peggiorarle.
Di solito questo mi fa passare per stronza. Di solito questo mi fa perdere gli amici.
Amen.
Per me l'amicizia non è mai superficiale... a quella preferisco il nulla. O meglio il Tutto, il mio Tutto. Perchè io non ho problemi a stare da sola, anzi... negli anni non mi sono costruita una grande vita sociale forse, ma di sicuro mi sono costruita, con le lacrime e il dolore anche, un mondo interiore che non mi fa mai sentire persa e sola... ma si sa, la fatica spaventa: quella dell'anima ancora più di quella del corpo.
Non so vivere diversamente da così, mi dispiace... non ho mai cercato scorciatoie e non posso indicarle a nessuno, se mi chiedi aiuto ti indico la strada più faticosa xchè sono convinta che sia quella giusta.

Aloha, Share the Love


postato da: teasaponi alle ore 17:42 | link | commenti (2)
categorie: frammenti di vita, oroscopo, brezsny, parole per pensare
giovedì, ottobre 15, 2009

Così questo è l'amore


 

"Lo so che ti suona smielato, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo? Beh, dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore. Perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare, perché se non hai tentato, non hai mai vissuto."
"Così è questo l'amore …”
"Moltiplicalo all'infinito, portalo negli abissi dell'eternità e vedrai appena uno spiraglio di ciò che parlo."       

(citato da 'Vi presento Joe Black', film diretto da Martin Brest)


postato da: teasaponi alle ore 23:16 | link | commenti (8)
categorie: cinema, parole per pensare
mercoledì, ottobre 14, 2009

10 weeks later

10 settimane possono cambiare la vita???
In realtà la mia vita è cambiata nel giro di poche ore, a cavallo tra il 5 e il 6 agosto...

Ricordo che andando a Milano c'era questa luna piena che troneggiava sulla strada: ho pensato alla luna piena di Kantu ne 'La profezia della curandera', ho pensato agli insegnamenti di Mama Maru... e quando poco dopo l'ho vista che stava lì tra i tetti di Milano a guradare me e M. mentre scendevamo su corso Lodi, l'ho fissata intensamente e ho espresso il mio desiderio: non so se sia stato questo muto patto con l'astro argenteo oppure è stato il destino o non so cos'altro... ma quella notte la mia vita è cambiata... è cambiata perchè finalmente ho incontrato un uomo che sapeva cosa voleva... e voleva me!!! e non per una notte, una settimana, o finchè non trovava di meglio: quella stessa notte, mentre ce ne stavamo abbracciati davanti a un portone di piazzale Lodi, lui ha detto 'tu sei la mia ragazza'... lì per lì mi è sembrata un'espressione affrettata, quasi adolescenziale... ma poi ne ho realizzato la portata: non ero più 'l'amica speciale', non ero più 'l'amante' (xchè è questo che sono stata con F. anche se ho faticato ad ammetterlo: fin dall'inizio, anche quando c'ero solo io!!!)... non c'era nessun 'ti voglio bene ma non ti amo', nessun 'amo la tua anima ma non il tuo corpo', nessun 'sei la cosa migliore che mi sia capitata, ma....'
No! M. mi ha voluta dal primo momento, così come io ho voluto lui: niente squilibri, niente giochi a nascondino, niente prese in giro, niente parole vuote di significati reali e concreti.
Il nostro amore è stato subito reale e concreto, ben ancorato alla quotidianità, senza però perdere in dolcezza, passionalità e romanticismo... troppo perfetto??? forse, ma me lo merito... eccheccaxxo!!! e se lo merita anche lui!!!!

Forse se non avessimo percorso le strade che abbiamo percorso, e che tanto ci hanno segnato, non ci saremmo capiti così bene...
forse... forse... è finito il tempo dei forse, dei se e dei ma!!!
Adesso è il tempo dei fatti, delle parole che non stanno campate per aria ma si ancorano alla terra... è il tempo delle decisioni, dei progetti di vita insieme che vanno oltre il week end (e in passato a volte pure quello era un problema!!!).
Siamo due persone consapevoli che nella vita bisogna guadagnarsi pure, o soprattutto, la felicità: niente arriva dal cielo, o meglio, dal cielo (o da dove volete voi) arrivano le occasioni, poi sta a noi preparare il terreno per farle fiorire... la metafora del giardiniere di qualche tempo fa è perfetta: ci vengono regalati i semi, ma noi dobbiamo saperli far fiorire, dobbiamo riconoscere i semi buoni da quelli cattivi, proteggerli dagli attacchi degli insetti nocivi e se il gelo brucia tutto, bisogna ricominciare da capo... ma soprattutto se muoino tutti i semi non pensiamo solo che i semi siano marci, ma chiediamoci se a farli morire non sia il terreno che abbiamo preparato e proviamo a capire dove sbagliamo...

Questo momento di serenità io me lo sono sudato, non sono una ragazzina che sogna il principe azzurro: sono una donna che ha imparato dai propri errori, che non è certo perfetta e che non ha certo risolto tutte le proprie ombre, ma che ha capito ciò che davvero conta in un rapporto: il sentimento e l'impegno... il sentimento è l'amore, nel suo reale significato, senza ma e senza se, senza fraintendimenti, senza ripensamenti, senza paure, senza ossessioni, senza condizioni... è l'amore che ti dà la buonanotte, che ti dà il buongiorno, che ti stringe tra le braccia con passione e tenerezza e ti fa sentire a casa... l'impegno è quello necessario a costruire un rapporto solido, stabile, che non si ripieghi su se stesso e si adagi sugli allori... l'impegno è nella volontà di condividere la quotidianità, di superare insieme le difficoltà, di creare uno spazio per due dove prima c'era solo quello per uno.

Adesso ho un uomo accanto che non ha paura di dimostrare i suoi sentimenti: in privato e in pubblico.
Ci teniamo per mano quando andiamo in giro, ci sbaciucchiamo, ci diciamo 'ti amo'... sono cose che fanno gli adolescenti??? si, è vero! ma quanto li invidiamo gli amori degli adolescenti???
l'importante è mantenere quella 'freschezza' e quella 'follia magica', coniugandola con la serietà e l'impegno dell'età matura.
Adesso ho un uomo che cerca di farmi felice, così come io faccio con lui... che si tratti di una cena ben cucinata, di giochi erotici, del corso di tango o della scelta di uno spettacolo a teatro.

Sono fortunata... siamo fortunati... e allora non c'è da stupirsi se dopo 10 settimane abbiamo deciso che l'anno che verrà ci vedrà sotto lo stesso tetto: e non esiste il presto, non esiste il giusto o sbagliato... è quello che è!
E quello che è, è che vogliamo condividere le nostre vite a tempo pieno!!!

Spero che la mia storia sia una speranza per chi in questo momento non vede la luce alla fine del tunnel... c'è sempre una lucina giù in fondo, ma bisogna avere il coraggio di percorrerlo quel tunnel e soprattutto bisogna far crescere l'amore nel proprio cuore, in modo da poterlo donare alla persona giusta quando arriverà.
Mi verrebbe da dire di stare attente a chi non si dimostra più che interessato, a chi fa lo sfuggente, non parliamo poi di chi vi chiama nel mezzo della notte in preda agli ardenti bollori ma poi vi rifiuta ogni 'riconoscimento sociale'... mi verrebbe da consigliare di lasciar perdere situazioni in cui alla base del rapporto c'è un più o meno sottile gioco di forze (e vale sia x le donne che x gli uomini)
... ma come ho detto all'inizio, forse se io e M. non avessimo percorso le nostre strade, sbagliando, sbandando, cadendo e rialzandoci, forse non ci saremmo incontrati o forse le nostre vite si sarebbero solo sfiorate e non fuse... quindi ogni storia ha il suo perchè, anche quelle più assurde (e io ne so qualcosa!), l'importante è coglierne gli insegnamenti!!!

Adesso la smetto con questi discorsi 'da zia'!!!  ;-)

Aloha, share the Love

 



postato da: teasaponi alle ore 22:19 | link | commenti (3)
categorie: frammenti di vita
lunedì, ottobre 12, 2009

 La qualità della nostra coscienza è cruciale per stabilire se saremo capaci di produrre le risorse che servono a realizzare i nostri sogni.
Per ottenere quello che vogliamo dobbiamo lavorare su noi stessi e sul mondo che ci circonda


(Rob Brezsny)
postato da: teasaponi alle ore 20:34 | link | commenti
categorie: brezsny, parole per pensare
giovedì, ottobre 08, 2009

Il giudice interiore

C'è un abitante infido e pericoloso che abita nelle nostre anime... un giudice interno che critica costantemente ogni nostro pensiero, ogni  parola, ogni azione... genera una continua e progressiva disistima di sè... porta all'autodistruzione!!!

Non importa come lo si chiama, se SuperEgo secondo la tradizione psicoanalitica o Giudice Interiore secondo le tradizioni mistiche... non importa quali strade si percorrono per riconoscerlo e renderlo innocuo: ciò che importa è liberarsi dalle sue catene!!!

Se leggendo queste parole senti il rifiuto, ti sembra che sia una sciocchezza, sappi che è proprio questo il segnale della sua presenza: riconoscere la sua esistenza è il primo passo sul sentiero verso la ricostruzione della tua autostima... so che è il passo più difficile, che ci vuole coraggio e so che lui ti dirà che tu non sei coraggiosa, non sei forte abbastanza: non è così!!!


Ti fidi di me??? continua a leggere...


                         
Conoscere il Giudice Interiore
 

In molte tradizioni mistiche (Zen, Sufi, Advaita) mettere a tacere questo Giudice Interiore (in psicologia: Superego) coincide con la scomparsa/silenzio del Giudice Interiore.

La funzione principale del giudice, pur essendo quella di garantire la nostra sopravvivenza, è la fissazione costante di limiti e restrizioni all'esperienza, ricreando un'immagine di noi stessi rigida e ripetitiva. Esso fa sì che i limiti siano rispettati attraverso il senso di colpa, la vergogna, l'autopunizione, la mancanza di stima e di valore.

Appena ti svegli è lui: il tuo giudice interiore.

Appare nella forma di un giudizio, una preoccupazione, una spinta o pressione a fare, un biasimarti per qualcosa che hai fatto o pensato, un'incertezza, ecc.
Il giudice interiore è quella presenza che non ti fa sentire in pace con te stesso, con ciò che sei e con la tua esperienza nel presente.
Il giudice interiore è impegnato costantemente a criticare, valutare, giudicare, paragonare e commentare sulla tua esperienza, te e tutto ciò che ti circonda.
La presenza del giudice interiore è profondamente sottovalutata o addirittura negata nel tentativo di non sentire il dolore o l'ansietà che ci provoca (visto che di fatto il giudice è colui che dirige in maniera subconscia la maggior parte ella nostra vita).
In molte tradizioni mistiche (Zen, Sufi, Advaita) l'evento Illuminazione coincide con la scomparsa/silenzio del giudice interiore ed il manifestarsi della conoscenza oggettiva di noi stessi e della realtà.
Il Giudice Interiore è ben conosciuto anche nella tradizione psicanalitica classica col nome di Superego ed è l'introiezione dei genitori, i loro standard, divieti e speranze, codici morali e di comportamento.
La funzione principale del giudice è di garantire la nostra sopravvivenza difendendoci contro il cambiamento e mantenendo lo status quo; fissando costantemente limiti e restrizioni all'esperienza, ricreando un'immagine di noi stessi rigida e ripetitiva.
Esso fa sì che i limiti siano rispettati attraverso il senso di colpa, la vergogna, l'autopunizione, la mancanza di stima e di valore.

I MESSAGGI FONDAMENTALI DEL GIUDICE SONO: DOVRESTI ESSERE DIVERSO! e NON CAMBI MAI!

(tratto da www.ilgiudiceinterioreconavikal.com )

P.S.: questo post è stato scritto per un'amica, ma spero serva a risvegliare chiunque ne abbia bisogno!!!

Aloha, Share the Love

postato da: teasaponi alle ore 22:04 | link | commenti (5)
categorie: frammenti di vita, parole per pensare
martedì, ottobre 06, 2009

Buon compleanno Liberopensiero!!!

E' passato un anno... è volato via un anno...
Quante cose sono accadute nel frattempo... quante storie ho raccontato e attraversato... quante vite ho sfiorato e mi hanno sfiorato... quanti abbracci ho sentito attorno a me, caldi, reali e quanti invece mi hanno mostrato tutta la freddezza di questo mondo virtuale... quanti baci ho lasciato e preso, baci d'amicizia, baci da sorelle d'anima, baci d'altro tipo poi diventati reali... quanti incontri virtuali che poi si sono trasformati in realtà, in amici 'veri' o in meteore che hanno lasciato a volte qualche segno buono, altre no.

Liberopensiero compie un anno: un anno di parole lasciate scorrere in libertà, senza censure, senza paure... per non nascondermi più, per esprimere le mie emozioni più profonde.
Non ho raccontato molto della mia vita quotidiana, in compenso ho condiviso con voi le maree del mio cuore... le mareggiate, le tempeste e le bufere... fino all'approdo in questo porto calmo dove finalmente mi sento a casa.

Ultimamente ho avuto poco tempo da dedicare al blog: stanno avvenendo tanti cambiamenti nella mia vita e non solo sentimentalmente... forse è arrivato il momento di crescere, di crescere davvero, e di realizzare tutti quei sogni che sono sempre stati lì: bisogna passare all'azione, ma non è facile e mi rendo conto che a rallentarmi è solo la paura di non essere in grado di metterli in pratica... come sempre ci vuole coraggio, e anche se tentenno un pò, so che presto mi lancerò come al solito: senza paracadute!!!

Negli ultimi anni ho fatto un lungo e delicato lavoro su me stessa e ne esco fortificata, con una maturità e una consapevolezza che sapevo di poter raggiungere, ma che ogni giorno mi stupisce comunque.
Non sono certo arrivata, anzi mi sento come se fossi appena partita: ma partita sulla strada giusta, finalmente!!!
E vorrei portare con me, trascinare a volte,  persone a me care, che vedo in difficoltà anche se so che dovranno affrontare da sole quello che ho affrontato io: mi sento impotente davanti alle lacrime di un'amica, la vedo perdersi e perdere ogni riferimento, come era successo a me... e vorrei darle un pò della mia forza, della mia testardaggine, della mia volontà di smettere di star male: ma non facendo finta di niente, bensì chiedendo aiuto a chi professionalmente lo può dare, affrontando la parte più oscura e imparando a conviverci. Perchè forse è questo il risultato più grande che ho ottenuto: rendermi conto di non essere perfetta e di non aver bisogno di esserlo, di non essere nè migliore nè peggiore degli altri... sono solo io, e va benissimo!!!

In questo anno mi sono chiesta e mi è stato chiesto spesso il perchè del blog: perchè scrivere un 'diario' pubblico.
Scrivere è sempre stata la mia forma di comunicazione più diretta e più naturale, scrivere pubblicamente mi è servito come 'terapia' per non nascondere più una parte di me al mondo...per rendermi vulnerabile, io che invece ho sempre indossato mille armature per non far vedere le mie debolezze.
Ho 'mostrato il fianco' e di sicuro sono stata ferita, ma sono state ferite che invece di abbattermi mi hanno fortificata!!!
Non posso negare di aver usato il blog come mezzo di comunicazione 'personale' con una certa persona... un legame virtuale per tenere in piedi un rapporto reale: non c'è da stupirsi se è finita come è finita!!!
Poi non nego il mio desiderio di poter fare della mia scrittura un mestiere, o un 'collaterale'... quindi se qualcuno che legge trova interessante ciò che dico e come lo dico...si faccia avanti!!!
E, anche se non era nelle intenzioni originarie, il blog mi ha anche permesso di incontrare tante persone... forse troppe in un certo momento, ma evidentemente era necessario per capire certe cose...non rimpiango nulla... non rinnego nulla, nemmeno certi incontri che mi hanno fatto dubitare della mia sanità mentale, ma che in fondo avevano anch'essi uno scopo per preciso: quello di fermarmi!!!
E poi, at least but not the last (adesso lo posso svelare!) è stato il blog a farmi trovare l'amore!!!
Quindi devo ringraziare Liberopensiero e Splinder non solo dei meravigliosi amici che mi ha portato... ma anche del mio amore!!!

Liberopensiero è stato il mio diario emozionale in questo primo anno, una finestra sulla mia anima, come diceva qualcuno...  ma forse adesso la narrazione prenderà una piega diversa: la mia vita non è più accartocciata su se stessa, il mio sguardo non è più solo rivolto all'interno per scrutare le pieghe della mia anima (passaggio che però consiglio a tutti!!!)....
In questo momento gli eventi mi portano a rivolgermi alle altre donne, anche se in realtà l'ho sempre fatto, ma non in maniera così diretta e definita: forse ho trovato il mio ruolo 'sociale' e Liberopensiero sarà uno dei mezzi con cui esplicarlo.
Continuerò a scrivere col cuore, ma con scopi diversi... forse è anche a questo che mi ha preparato questo anno.

E' uno di quei sogni di cui parlavo prima... e farò del mio meglio perchè si realizzi.

Grazie a tutti gli amici che mi accompagnano dall'inizio, grazie a chi è passato e non si è fermato, grazie a chi se ne è andato, grazie a chi è appena arrivato e a chi arriverà, grazie a chi lascia traccia del passaggio e a chi rimane silente: Liberopensiero è casa mia quanto vostra.

Aloha, Share the Love

Tea Saponi


postato da: teasaponi alle ore 11:34 | link | commenti (11)
categorie: frammenti di vita
lunedì, settembre 28, 2009

L’amore oltre il rapporto di dipendenza...

 

Se si sta insieme perché non si riesce a stare soli, si va poco lontano. Meglio fare vuoto dentro di sé con l’esperienza della solitudine (senza masochismi).

 

Se riflettiamo sulle relazioni di coppia, di solito il concetto di distanza viene inteso come la misura ottimale che i due partner dovrebbero mantenere per sviluppare una relazione sana. In questa visione "geografica", il problema è quello di individuare una estensione alla quale i due partner ritengono di poter sperimentare la relazione come il luogo dove sviluppare pienamente le proprie potenzialitá. A questo livello i problemi sono quelli di trovare l'equlibrio nella distribuzione degli spazi comuni, l'equilibrio tra i momenti di coppia e i momenti individuali. Tuttavia, a mio parere la riflessione dovrebbe porsi ad un livello piú profondo. In altre parole, la domanda fondamentale dovrebbe essere: quale distanza posso permettermi tra il mio Ego e il progetto di coppia? Ovvero, qual'é oggi la misura che posso concedermi tra i miei bisogni irrinunciabili e la reciprocitá che posso impegnare nella mia relazione? Se osservata da questo nuovo punto di vista, la questione fondamentale non é piú il negoziato con il partner (spesso continuo ed estenuante), ma una valutazione tutta interiore al singolo individuo. É infatti dentro quest'ultimo che si combattono le battaglie tra il proprio orgoglio e il desiderio di autentica condivisione, tra il bisogno di "prendere" affetto e il desiderio di donarsi profondamente.

Se tuttavia vogliamo valutare approfonditamente il problema della gestione degli spazi, dobbiamo fare un passo indietro e partire dal problema della solitudine. L'essere umano, ci dice il famoso psicoterapeuta Erich Fromm, é fondamentalmente solo. A differenza degli animali che godono ancora di una profonda sintonia con la Natura, l'essere umano se ne é progressivamente allontanato. Mentre negli animali gli istinti continuano ad essere una sorta di "binario-guida" che li orienta e li sostiene nei passaggi fondamentali, per gli esseri umani tale guida non è piú presente. In altre parole, gli istinti non sono piú sufficienti a fornire le risposte adeguate alla vita degli Uomini. Negli istinti infatti sono contenute le modalitá per accoppiarsi e riprodursi, ma non per sviluppare un progetto di coppia sano e gratificante. La natura non é piú in grado di dare all'Uomo ció che l'Uomo oggi richiede per la propria esistenza.<br><br> L'essere umano - dice Fromm - è quindi passato da "essere naturale" ad "essere culturale", tentando di trovare nell'insieme di credenze, costumi, valori che compongono la cultura di un popolo, una risposta alle sue domande fondamentali. Ma la storia ci dice che la cultura ha fallito in questo compito. I costumi e le abitudini forniscono risposte parziali, spesso ancorate al momento storico e che non riescono a tenere il passo con il succedersi delle generazioni. Accade quindi che ogni generazione tenda a rifiutare il modello di coppia ricevuto in ereditá dai propri genitori e tenti di elaborare modelli piú soddisfacenti. Ció avviene secondo me perché talvolta manca una riflessione profonda sul problema della solitudine. L'Essere umano, incapace di trovare nei propri istinti una risposta soddisfacente ai propri bisogni esistenziali, ha sviluppato alcuni tentativi di risposta culturali. Il senso di separazione dalla Natura ha prodotto un'angoscia collettiva e un senso di vuoto profondo che viene raccontato da molti miti, religioni e tradizioni ancestrali. La Bibbia, nel libro della Genesi simbolicamente racconta la separazione dell'Essere umano dalla Natura. Adamo ed Eva, nella loro presunzione di '”conoscenza” si cibano del frutto proibito nel Paradiso terrestre. Essi quindi perdono la loro purezza e vedendosi nudi, ne provano vergogna. É questo il passaggio che segna la differenzazione dell'Uomo dall'animale. Dio per impedire il ritorno verso l'Eden pone a protezione delle sue porte un Angelo dalla spada fiammeggiante. L'uomo é quindi condannato da Dio a vivere l'angoscia della perdita della fusione con l'universo e il vuoto eistenziale della propria solitudine.

Molti sono i modi con cui la cultura ha tentato di riproporre questa “fusione originaria” nel tentativo di offrire risposte adeguate a questo senso di vuoto, ma tutti sono indirizzati nel tentativo di impedire all'uomo di vivere e sentire il proprio vuoto. Si tratta quindi di modalitá che promuovono una sorta di "narcosi emotiva": l'uso sfrenato del sesso, il consumismo cieco, l'integralismo religioso, l'uso abnorme (denunciato in questi anni dall'OMS) di psicofarmaci, la fede dogmatica nella tecnologia e nell'iperrazionalismo intellettuale, l'uso di droghe. Sono solo alcune delle risposte oggigiorno più diffuse: modi perversi per ricreare una fusione, per "non sentire" il proprio vuoto. In questa prospettiva anche la coppia ha storicamente avuto la funzione di contenere e tamponare l'angoscia della solitudine. Il mito platonico delle anime gemelle e il mito dell'amore romantico hanno riproposto la fusione tra i partner come risposta all'angoscia esistenziale. All'interno del rapporto a due l'angoscia svanisce, ma in questo modo si finisce per perdere il desiderio del 'dono di sè' con il rischio di strumentalizzare l'altro e di finalizzarlo ai propri bisogni. Il partner - in questo scenario - non é un soggetto protagonista, ma un oggetto rassicurante, un po’ come la coperta di Linus.

L'unica risposta autentica all'angoscia della solitudine passa innanzitutto dalla necessitá di riconoscere il proprio vuoto e la propria angoscia. Si tratta solo del primo non semplice passo. La nostra cultura infatti, affannata a trovare dei tamponi anestetici, tende a negare l'esistenza di un vuoto esistenziale: questa tendenza alla negazione e alla rimozione viene di conseguenza rafforzata nei singoli individui che non facilmente possono accettare di ascoltarsi profondamente e riconoscere un tale profondo disagio. É necessario fermarsi e cominciare a fare silenzio, non solo intorno a sé, ma soprattutto dentro di sé. É necessario fermare il turbinio mentale dei pensieri e cercare il silenzio, rimanere in ascolto interiore. Dopo aver incontrato e riconosciuto la propria angoscia, allora é necessario viverla, attraversare il vuoto, farsi maturare entrando con decisione consapevole nel proprio dolore. É questo un tema estremamente difficile e complesso, facile ad equivoci per una cultura, come la nostra, che ha la fobia del dolore. Farsi maturare dal dolore non significa incedere, sprofondare in una infinita sofferenza masochista: ma al contrario significa scegliere di essere protagonisti, decidere di non fuggire nella narcosi emotiva, significa farsi purificare da un passaggio di crescita evolutiva importante e necessario. Solo questo coraggioso passaggio di maturazione rende autenticamente forti, rende immuni dalle seduzioni dei tamponi culturali, rende solidi. Chi ha attraversato il deserto della propria solitudine, sa incontrare il partner ad un livello superiore. L'Altro a questo punto non é piú necessario per tamponare il proprio vuoto, ma é un altro adulto 'pieno' che può incontrare un altro 'pieno'. L'incontro quindi é quello di persone adulte che hanno perduto la tentazione di strumentalizzare il partner per riempire la propria angoscia: hanno lasciato la propria 'coperta' rassicurante e hanno raggiunto un livello di maturazione importante.

La questione della distanza, diventa quindi la questione di quale sia il modello di relazione che viene adottato da una coppia. Se i partner si pongono il problema della distanza sotto un'ottica 'geografica', rischiano di impantanarsi nel proprio egocentrismo. E ancora, se i partner non sono consapevoli del proprio vuoto e inseguono ancora il modello della fusione romantica, che da due metá ha l'ambizione di formare un unico, rischiano di infrangersi contro il muro della delusione, delle pretese reciproche, dei sottoprogetti impliciti. La sola distanza disponibile in questo modello é quello della prigione simbiotica, dove al bisogno di essere riempiti vengono necessariamente sacrificati gli spazi di crescita. Se - al contrario - il modello é quello dell'amore maturo, allora gli spazi sono quelli della Libertá autentica. Quest'ultima nasce proprio dal fatto che ogni partner ha 'vissuto profondamente' ed elaborato la propria solitudine, l'ha attraversata e ne é uscito maturato e trasformato. A questo punto, la relazione puó finalmente essere fondata sul dono reciproco, sulla capacitá di donarsi e di riprendersi, sul desiderio piuttosto che sul bisogno.

(http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=1233

postato da: teasaponi alle ore 20:05 | link | commenti (1)
categorie: frammenti di vita, parole per pensare
martedì, settembre 22, 2009

La musica è dentro di te

Non basta fare i passi giusti, bisogna sentire la musica...
... la musica è dentro di te, è il battito del tuo cuore

(Dirty Dancing di E. Ardolino)

Sono l'unica a sentire tra queste parole profumo di filosofia di vita???
Sono l'unica a pensare che nella vita a volte si fanno i passi giusti, ma non si sente la musica???

Credo di aver fatto spesso i passi giusti, ma non sentivo la musica, non seguivo la musica del mio cuore... e invece a volte credo di aver seguito la musica del mio cuore, ma i passi non volevano saperne di essere quelli giusti o, per lo meno, non erano sincronizzati con quelli del mio partner.

E quanto dolore deriva da questa mancanza di sincronicità... pensi che sei tu ad essere sbagliata, che sei tu a essere incapace di sentire la sua stessa musica, magari perchè parti sull'uno invece che sul due... e ti sforzi, ascolti giorno e notte la sua musica per poter sentire quel benedetto attacco sul due, ma non ce la fai: a te viene naturale partire sull'uno, e anche se ti sforzi e ti concentri e prendi l'attacco e per qualche battuta trovi la sincronia, basta che perdi la concentrazione, che smetti di contare, ed ecco che la tua natura ti riporta sull'uno e la sua smorfia di disappunto è peggio di una coltellata al petto.

Oppure vedi i suoi di sforzi di trovare la sincronicità con te: vedi i suoi tentativi, i suoi buoni propositi a parole che non trovano mai traduzione nei fatti o, se la trovano, arrivano in ritardo e tu non puoi farci niente... non puoi rimanere ferma, tu devi andare e non è colpa tua se viaggiate su binari paralleli che non si incontraranno mai.

E a volte senti solo la musica, la tua musica... e credi di aver trovato qualcuno con cui poter ballare, i primi passi sembrano giusti, ma poi... poi è il disastro totale: è come se tu avessi in testa Chopin e lui Marilyn Manson.

Altre volte credi di aver trovato il compagno della tua vita: senti la musica che vibra in ogni tua cellula e che da te si irradia verso di lui e viceversa, il tuo cuore è tuttuno col suo, i vostri occhi danzano su note silenziose... i passi coincidono (oh, eccome se coincidono!!!)... ma è solo un ballo, un giro di valzer... un attimo d'eternità, un battito di ciglia e tutto è finito: i corpi si staccano, gli occhi si sganciano...

Forse se si è fortunati rimangono affetto e simpatia...

Ma se si è molto fortunati, può capitare che quel giro di valzer ti lasci proprio davanti ad un cavaliere nuovo, che non avresti notato se la danza precedente non ti avesse lasciata lì, ancora tremante d'emozione, ancora vibrante di un'intensa energia: e sono nuovi occhi, nuove braccia pronte a cingerti, a sorreggerti, a proteggerti... e senti i cuori che si riconoscono e iniziano a parlarsi, e i passi... i passi sono quelli giusti, come mai prima lo sono stati: sono esattamente l'anticipazione dei tuoi desideri, la trasposizione dei tuoi pensieri, la realizzazzione dei tuoi sogni... Per la prima volta scopri cosa significa essere davvero in sincronia con qualcuno, fare gli stessi passi... per la prima volta non sei tu che anticipi, che guidi: tutto avviene naturalmente, senza forzature... in un equilibrio così perfetto da crearti qualche perplessità.
E se ti volti a cercare il tuo precedente partner è per ringraziarlo di averti lasciata lì... e per augurargli di trovare la sua musica, i suoi passi giusti, e qualcuno con cui condividerli.

Credo che ci siano infiniti passi dentro di noi, a volte crediamo di voler ballare il valzer e rifiutiamo qualsiasi altro ballo ci venga proposto, e invece poi scopriamo che dentro di noi suona la musica del fox trot... questo è quello che è successo a me.
Quindi se anche a voi capita di inciampare troppo spesso, di trovarvi troppo spesso fuori tempo, pensateci: forse state ballando una danza che non è la vostra... o è il partner a ballare una danza che non è la sua... ma soprattutto, anche se i passi sono giusti, è la musica che conta: se non sentite la musica, se non sentite il battito del vostro cuore... fermatevi. E trovatelo.

Aloha, Share the Love

postato da: teasaponi alle ore 23:54 | link | commenti (4)
categorie:
lunedì, settembre 21, 2009

L'insostenibile leggerezza dell'essere innamorati

Io sto con Parmenide
e
vivo la leggerezza dell'amore
 
postato da: teasaponi alle ore 22:24 | link | commenti (2)
categorie: frammenti di vita
mercoledì, settembre 16, 2009

The last dance... ciao Patrick

Non importa niente quando balli...li sei solo tu e la musica

Questa frase è tratta da One Last Dance, film del 2006 di e con Lisa Niemi, moglie di Patrick Swayze per quasi 40 anni: si conobbero nelle sale di danza dove insegnava la madre di Patrick, quando lui aveva 15 anni, e 4 anni dopo si sposarono per vivere insieme la loro avventura come ballerini, prima a Broadway (Patrick ha interpretato il ruolo di Danny Zuco in Grease) e poi a Hollywood (Lisa è Penny la spilungona bionda di Dirty Dancing).
One Last Dance è stata l’ultima volta che ho potuto ammirare il grande talento di Patrick come danzatore, anzi forse è il film in cui maggiormente questa sua grande dote è messa in evidenza.
Patrick, un duro romantico, come lo hanno ribattezzato…
Patrick che è rimasto fedele per tutta la vita ai suoi grandi amori: Lisa, la danza, le sigarette e l’alcol. Peccato che questi ultimi due gli abbiano regalato il cancro al pancreas che lo ha ucciso.
Ho sofferto nel seguire la sua battaglia contro il cancro, senza però vederlo abbandonare le sigarette… mi sono chiesta il perché, il senso… ma nonostante le sue scelte personali di vita, lui era e sarà sempre nella storia del cinema con due ruoli indimenticabili.
Per me Patrick era e sarà per sempre Sam, quello che rispondeva “Idem” ai “Ti amo” di Molly e che rimane a proteggerla anche dopo la morte… Ghost è di certo uno dei film che mi hanno fatto più piangere e ridere insieme!
Ma soprattutto per me Patrick sarà per sempre Johnny, il duro dal cuore tenero che si innamora di Baby, la ragazza semplice e poco appariscente, forse anche un po’ bruttina, e la fa sbocciare col suo amore e la sensualità della danza…
Dirty Dancing è uno dei miei film preferiti, uno di quelli rivisti mille volte e di cui conosco le battute a memoria, il film che più di ogni altro mi ha spinta verso il ballo… mi ha spinta ad essere orgogliosa della mia ‘diversità’: mi sono rispecchiata nella ‘secchiona’ col cuore bollente più che in ogni altro personaggio cinematografico…
Ma il mio primo ricordo di Patrick è in TV con la divisa azzurra da sudista nella serie Nord e Sud… e fu amore a prima vista!!!
Il resto della sua carriera cinematografica l’ho seguito poco… lo ricordo vagamente con i capelli lunghi e ossigenati in Point Break, ma nonostante le tre candidature ai Gloden Globe, è stato sempre sottovalutato come attore… forse ha fatto scelte sfortunate… o forse ha fatto solo due scelte fortunate.
Due scelte che però lo hanno portato dritto nel cuore di milioni di donne… donne che da un ventennio sentono il sangue fremere nelle vene quando vedono i suoi bicipiti tirati sotto la camicia nera , che implorano la camera di scendere a inquadrare il bacino mentre lui ancheggia sulle note di ‘The time of my life’ (si, tutte le volte spero che la camera allarghi la vista… del resto sono la stessa che tutte le volte spera che Romeo si accorga per tempo che Giulietta non è davvero morta!!!)… donne che si specchiano nelle lacrime rotonde di Molly e vorrebbero darsi alla ceramica solo per giustificare la presenza di un tornio a pedale in casa…
Alcune delle sue battute sono diventate dei clichè nei rapporti di coppia: ‘questo è il mio spazio, questo è il tuo… io non invado il tuo, tu non invadi il mio’… ‘ti amo… idem’…
Patrick è stato il modello del moderno Principe Azzurro: quello che ti aiuta ad uscire dall‘ombra e a risplendere in tutto il tuo splendore di donna, che è duro e romantico allo stesso tempo, che si fa licenziare per ‘salvare il tuo onore’, che ti incita a realizzare i tuoi sogni, quello che rimane al tuo fianco anche dopo la morte… chissà perché poi ci siamo accontentate di molto meno (e non è dell’aspetto fisico che parlo)…


 

 

Per tutto questo… per la danza… per i sorrisi… per le lacrime… per i ricordi… per i sogni… per ogni piccola emozione che i tuoi film mi hanno regalato e ancora mi regaleranno…

GRAZIE PATRICK, ALOHA

postato da: teasaponi alle ore 23:19 | link | commenti (5)
categorie:
lunedì, settembre 07, 2009

Il carrozzone... e altri sassolini

Il carrozzone arriva, sta per travolgermi... e non ho nessuna voglia di farmi travolgere...
Perchè non si concentrano sul matrimonio di mia sorella??? Perchè ogni commento deve finire con un '...vedrai che presto succederà anche a te..'
Perchè non vogliono capire che IL MATRIMONIO NON MI INTERESSA???

NON CREDO A NESSUNA AUTORITA' RELIGIOSA
NON CREDO A NESSUNA AUTORITA' CIVILE

PERCHE' QUINDI SPOSARMI???

Io credo nell'unione di due vite, nella condivisione di due vite... non ho bisogno che qualcuno, a cui non riconosco nessuna autorità, mi dica cosa dovrei o non dovrei fare!!! 
Trovo esilarante (della serie ridere per non piangere) che un prete, votato al celibato, faccia una predica sul significato del matrimonio: perchè non mandiamo un imbianchino in sala operatoria a fare un trapianto di cuore???
Io credo nella promessa d'amore che ci si scambia... ma non credo nel 'per sempre'... e non per poco romanticismo: il mio è realismo, pragmatismo... chiamatelo come volete.
L'amore non è eterno a priori... va accudito e alimentato... forse così è possibile che sia 'per sempre'... ma soprattutto non esiste nessuna garanzia che un pezzo di carta, una registrazione 'ufficiale' civile e/o religiosa, metta al sicuro e garantisca il tanto famigerato 'per sempre'.
C'è chi ha bisogno di vedere questa sorta di 'guinzaglio' al collo del proprio partner per sentirsi 'al sicuro'... ed è un bisogno psicologico ormai tanto radicato nella nostra mentalità sociale, quanto anacronistico, visto i numeri dei divorzi!!!

Io credo nella libera scelta dello stare insieme: ogni giorno scelgo di stare con quella persona, scelgo di vivere con quella persona, scelgo di mantenere l'impegno con quella persona... perchè lo desidero, perchè mi fa stare bene, perchè è quella la vita che voglio vivere... e non certo perchè è comodo, perchè ho paura della solitudine, perchè così divido le spese!!!

E questo vale aldilà del matrimonio... aldilà delle convivenze: vedo intorno a me troppi rapporti basati sul nulla, sulla sofferenza, sui dubbi, sulle paure...
Ho vissuto anch'io relazioni 'malate' ma ho sempre avuto un limite: nel momento in cui avessi perso il rispetto per la persona che avevo accanto, parlandone in un determinato modo, ecco quello sarebbe stato il momento in cui mi sarei accorta di non amare più quella persona e se non c'è amore, niente ha senso... ed è stato così: adesso, non è che io creda di essere chissà quale wonder woman, quindi credo che basti davvero una dose minima di sale in zucca!!!
Invece mi tocca sentire discorsi in cui il rispetto per le persone non è solo perso: qui siamo ben oltre e non so nemmeno io definirne i confini... e mi verrebbe voglia di chiedere 'ma perchè ti ostini su una persona che non rispetti, che ti fa schifo (è sempre il mio solito problema con le parole: dire che una persona ti fa schifo non è robetta da nulla!!!), che dici di non amare??? E soprattutto, se potessi scegliere, è questa la relazione che sceglieresti?'
Solo che ho deciso di starmene un pò in disparte: sto pensando a me, alla mia vita... dopo alcuni episodi poco piacevoli, ho deciso di esprimere la mia opinione solo se richiesta. Non è piacevole preoccuparsi per gli amici, fare telefonate nel pieno della notte, dimostrarsi sempre disponibili, e poi sentirsi dire certe cose... e accorgersi che l'amicizia a volte è proprio come l'amore: a senso unico!!!
La verità fa male, si sa... il sale sulle ferite brucia... non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire e non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere... potrei andare avanti a luoghi comuni per ore, ma credo che il significato sia chiaro, a qualcuno più che ad altri.
Non credo di essere migliore di altri... un pò più attenta, un pò più consapevole, forse... se ho già pestato la merda, magari ti faccio un favore a dirti di non metterci sopra il piede: poi tu sei libero di ringraziarmi per l'avvertimento, ma decidere di metterci sopra il piede lo stesso per saggiarne la consistenza... in quel caso io sarò sempre lì a sostenerti mentre stai in equilibrio su un piede solo, mentre ti pulisci l'altro... ma se mi accusi di fare la superiore, rinfacciandomi che sono io l'idiota ad aver messo il piede sulla merda, allora sai cosa ti dico???

Non credo di aver bisogno di specificare...

Scusate per le divagazioni...
Aloha, Share the Love

postato da: teasaponi alle ore 21:31 | link | commenti (7)
categorie: frammenti di vita